Selected book for TERM 1/2019


IL PASSATO E' UNA TERRA STRANIERA

By  Gianrico Carofiglio


 

                                                 

                                              Books previously read:


LE TRE DEL MATTINO

By  Gianrico Carofiglio

NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI

By Fabio Geda


LA FIGLIA OSCURA

by Elena Ferrante


 


 LA TAGLIATRICE DI VERMI E ALTRI RACCONTI

 di Gaetano Barreca

 

 


ANNA

di Niccolò Ammaniti

IO E TE

di Niccolò Ammaniti




STORIA DELLA BAMBINA PERDUTA

di Elena Ferrante

 

 

STORIA DI CHI FUGGE E DI CHI RESTA

di Elena Ferrante

 

STORIA DEL NUOVO COGNOME

di Elena Ferrante




L'AMICA GENIALE

di Elena Ferrante


LE RAGAZZE DI SANFREDIANO

di Vasco Pratolini


IN ALTO A SINISTRA 

di Erri De Luca





IL TEMPO INVECCHIA IN FRETTA

Di Antonio Tabucchi




 

NOTTURNO INDIANO

Di Antonio Tabucchi


 

IN ALTRE PAROLE/IN OTHER WORDS

By  Jhumpa Lahiri


 

ARACOELI

di Elsa Morante       

Elsa Morante nasce a Roma nel 1912. Inizia molto giovane a scrivere favole, filastrocche e racconti per ragazzi pubblicati su diversi giornali, fra i quali il «Corriere dei Piccoli» e «Oggi». Una serie di questi racconti giovanili confluisce nel suo primo libro, Il gioco segreto, uscito nel 1941 e seguito l'anno dopo da Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina. Nel 1936 conosce Alberto Moravia, che sposerà nel 1941. Il suo primo romanzo è del 1948, Menzogna e sortilegio; il successivo, L'isola di Arturo , del 1957. Nel 1958 pubblica un libro di poesie, Alibi (ripubblicata nei «Supercoralli classici» nel 2004 con in appendice Quaderno inedito di Narciso e nel 2012 negli «ET Poesia»). Nel 1961 si separa da Moravia. Del 1963 è la raccolta di racconti Lo scialle andaluso, del 1968 Il mondo salvato dai ragazzini (ripubblicato da Einaudi nel 2006 e nel 2012), del 1974 il suo ritorno al romanzo con La storia, libro che ha un enorme successo. È un romanzo anche il suo ultimo libro, Aracoeli, del 1982. Dopo un lungo periodo di malattia muore a Roma nel 1985. Postumi sono usciti, da Einaudi come quasi tutti i suoi libri, il Diario 1938 e i Racconti dimenticati. Nel 2012 è uscito, sempre per Einaudi, L'amata. Lettere di e a Elsa Morante (Fuori Collana), curato dal nipote Daniele Morante; nel 2013La serata a Colono (Collezione di teatro), suo unico testo teatrale, e Aneddoti infantili (L'Arcipelago). Nel 1970 Carmelo Bene, che lo considerava «il capolavoro della Morante, vertice della poesia italiana del Novecento», progettò di farne una versione cinematografica con Eduardo De Filippo, ma il progetto non andò in porto. Non è stato rappresentato per più di quarant'anni, fino alla messa in scena del 2013 con la regia di Mario Martone, Carlo Cecchi nella parte di Edipo e Antonia Truppo in quella di Antigone.
L'opera complessiva dell'autrice è raccolta in due volumi nei Meridiani Mondadori, a cura di Cesare Garboli.

IlLIBRO  Ombre mute popolano la mente del quarantenne Manuele, confondendosi con un'infanzia paradisiaca, alla ricerca della quale il protagonista si incammina come in un viaggio iniziatico. Aracoeli narra di un rapporto tra madre e figlio, inizialmente esclusivo e totale, il cui ricordo diviene prigione e condanna.

LESSICO FAMIGLIARE

di Natalia Ginzburg

Premio Strega 1963. "Lessico famigliare" è il libro di Natalia Ginzburg che ha avuto maggiori e più duraturi riflessi nella critica e nei lettori. La chiave di questo straordinario romanzo è delineata già nel titolo. Famigliare, perché racconta la storia di una famiglia ebraica e antifascista, i Levi, a Torino tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento. E Lessico perché le strade della memoria passano attraverso il ricordo di frasi, modi di dire, espressioni gergali. Scrive la Ginzburg: "Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse, alcuni di noi stanno all'estero: e non ci scriviamo spesso. Quando c'incontriamo, possiamo essere, l'uno con l'altro, indifferenti, o distratti. Ma basta, fra noi, una parola. Basta una parola, una frase, una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia. Ci basta dire 'Non siamo venuti a Bergamo per fare campagna' o 'De cosa spussa l'acido cloridrico', per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti, e la nostra infanzia e giovinezza, legata indissolubilmente a quelle frasi, a quelle parole". In appendice la Cronistoria di "Lessico famigliare" a cura di Domenico Scarpa e uno scritto di Cesare Garboli. Introduzione di Cesare Sagre.

Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio

di Amara Lakhous 

Biografia

Amara Lakhous nasce ad Algeri nel 1970, sesto di nove figli di una numerosa famiglia berbera. A quattro anni frequenta la scuola coranica, dove impara l’arabo classico. Presto viene a contatto con l’arabo algerino che si parla nelle strade della sua città, ed inoltre in terza elementare impara a scuola il francese. Il multilinguismo è una caratteristica precoce nell’infanzia dell’autore, che capisce da subito l’importanza della lingua, quando si trova, ad essere interprete tra la nonna e le zie che non parlano francese e alcuni cugini nati in Francia che non conoscono né arabo né berbero.

Durante l’adolescenza legge Mahfouz, Flaubert e Hemingway. Dopo la maturità, si iscrive alla facoltà di Filosofia di Algeri, per “imparare a pensare con la proprio testa” e mettere in discussione le basi dell’identità algerina: la religione, la guerra di liberazione, la superiorità maschile. Dopo la laurea collabora con la radio algerina, subendo minacce come tanti amici e colleghi giornalisti e scrittori. Decide di lasciare l’Algeria perché come dice: “ero stanco di aspettare il mio assassino”. Arriva a Roma nel 1995, senza bagagli, ma portando con sé un manoscritto, un romanzo scritto in arabo, che verrà pubblicato quattro anni dopo da Arlem di Roma. Il titolo è Le cimici e il pirata, con la traduzione italiana di Francesco Leggio. Un libro bilingue, metà arabo, metà italiano, scritto a 23 anni e che contiene già il DNA dell’autore. Il protagonista, Hassinu, un quarantenne, una sorta di pirata immaginario che non riesce a vivere la sua libertà fino in fondo.  L’autore termina di scrivere il romanzo nell’ottobre del 1993, nello stesso periodo in cui inizia il terrorismo, la guerra civile algerina che ha causato più di 150 mila morti in meno di dieci anni.

Amara Lakhous va ad abitare a Piazza Vittorio, un quartiere popolare che lo aiuta a curare le ferite della memoria e dove resta fino al 2001. Alla Sapienza consegue la sua seconda laurea, in Antropologia culturale e un dottorato con una tesi sugli immigrati arabi musulmani in Italia. Esce nel 2006 in Italia il suo secondo romanzo, Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio, ‘riscritto’, non tradotto dal romanzo del 2003 pubblicato in Algeria e successivamente in Libano, Come farti allattare dalla lupa senza che ti morda.

Questo romanzo è una riflessione sul tema dell’identità, non come uno spazio chiuso, ma un progetto aperto. É anche un invito a spostarsi dal centro (luogo di esclusione e di arroganza) alle periferie (spazi di incontro, di inclusione e di fecondazione). Lakhous si definisce uno scrittore arabofono ed italofono e afferma “Io arabizzo l’italiano e italianizzo l’arabo”.

“Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio” è stato tradotto in francese (Actes Sud e Barzakj), in olandese (Mistral), in inglese (Europa Editions –New York), in tedesco (Wagenbach) e prossimamente in coreano. Ha vinto il premio Flaiano per la narrativa 2006, il premio “Racalamare –Leonardo Sciascia” 2006 e il premio dei librai algerini 2008 (il più importante premio letterario in Algeria). Inoltre è uscito  nel maggio scorso nelle sale italiane il film tratto dal romanzo, diretto da Isotta Toso e prodotto da Imme Film. Nel giugno 2010 è uscito il suo nuovo romanzo in arabo in Libano. Invece la versione italiana è uscita a settembre 2010 con il titolo “Divorzio all’islamica a viale Marconi” (Edizioni E/O).


Vieni via con me

di Roberto Saviano

Descrizione: Otto capitoli, otto storie, un ritratto unico dell'Italia di oggi firmato dall'autore del bestseller internazionale Gomorra. Roberto Saviano scava dentro alcune delle ferite vecchie e nuove che affliggono il nostro Paese. Il mancato riconoscimento del valore dell'Unità nazionale, il subdolo meccanismo della macchina del fango, l’espansione della criminalità organizzata al Nord, l'infinita emergenza rifiuti a Napoli, le troppe tragedie annunciate. Accanto alla denuncia c’è anche il racconto – commosso e ammirato – di vite vissute con onestà e coraggio: la sfida senz'armi di don Giacomo Panizza alla ’ndrangheta calabrese, la lotta di Piergiorgio Welby in nome della vita e del diritto, la difesa della Costituzione di Piero Calamandrei. Esempi su cui possiamo ancora contare per risollevarci e costruire un’Italia diversa. Ideato e condotto da Roberto Saviano e Fabio Fazio, Vieni via con me è stato l'evento televisivo dell’anno, più seguito delle partite di Champions League e dei reality show. Ora Vieni via con me è un libro che rende di nuovo accessibili al pubblico queste storie in una forma ampiamente rivista e arricchita. Facendole diventare, ancora una volta, storie di tutti.

 

Roberto Saviano è nato a Napoli nel 1979. È autore del bestseller internazionale Gomorra (Mondadori, 2006), che è stato tradotto in più di cinquanta Paesi e ha venduto dieci milioni di copie in Italia e nel mondo. Dal libro sono stati tratti uno spettacolo teatrale premiato agli Olimpici del Teatro 2008 e l’omonimo film, Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes 2008. Ha pubblicato anche La bellezza e l’inferno (Mondadori, 2009) e La parola contro la camorra (Einaudi, 2010). In Italia collabora con “la Repubblica” e “l’Espresso”, negli Stati Uniti con il “Washington Post” e il “New York Times”, in Spagna con “El País”, in Germania con “Die Zeit”, in Svezia con “Expressen” e “Dagens Nyheter”, in Inghilterra con “The Times”. Per la sua attività di autore e per l’impegno civile, gli sono stati conferiti il Premio Viareggio “Opera prima”, il Premio Nazionale Enzo Biagi, il Geschwister-Scholl Preis, il Premio Giornalistico di Lipsia, il Premio Manuel Vázquez Montalbán, l’European Book Prize, il David di Donatello e il Nastro d’Argento per la sceneggiatura di Gomorra. Dall’ottobre 2006 vive sotto scorta in seguito alle minacce ricevute dai clan che ha denunciato. Nel 2008 ha ricevuto la solidarietà di diversi premi Nobel e a novembre dello stesso anno è stato invitato in Svezia a tenere un discorso sulla libertà di espressione all’Accademia dei Nobel. Oltre a Vieni via con me Roberto Saviano ha ideato e condotto sempre con Fabio Fazio lo show Quello che (non) ho. Feltrinelli ha pubblicato la prefazione a Qui ho conosciuto purgatorio inferno e paradiso (2011) di Giacomo Panizza e Goffredo Fofi, Vieni via con me (2011), Super Santos (nella collana digitale Zoom, 2012) e Zero Zero Zero (2013; audiolibro "Emons" Feltrinelli, 2014).